Il libro è realizzato rilegando la corteccia raccolta da un albero del cimitero di Glen Cove (New York), alcuni giorni dopo l’uragano Sandy.

Sfilacciata casualmente dalla sua intrinseca natura, e disfatta dall’indole di un vento violento, il primo novembre del 2012 in un piccolo cimitero di Long Island, giace una betulla accartocciata su se stessa. Sono passati quattro giorni dall’uragano Sandy e in quelle pagine naturali sono descritte tutte le fragilità di un luogo, delle persone che lo abitano e di quelle sepolte lì, sotto qualche palmo di terra. Ogni “foglio” raccolto sembra serbare in sé degli scritti ancestrali e appena abbozzati nei quali ipotizzare storie e rintracciare la linea infinita del tempo che continua a mutarsi nell’unico profilo che conosce: la materia.

Anno: 2014  /  Materiali: Corteccia di betulla, filo di carta.