Una sfera-nube si apre in una costellazione di oggetti tecnologici che da un nucleo denso si dirada fino a dissolversi in una progressiva rarefazione che riflette il passaggio dallo scarto alla possibilità. Una rarefazione del nostro pianeta di cui siamo protagonisti e colpevoli, incastrati in un sistema produttivo, tecnologico ed economico che ci induce a produrre, estrarre, consumare.
Una restituzione plastica di questa cultura materiale che dice molto sul nostro rapporto con la tecnologia (anche dismessa) e che restituisce l’energia collettiva di un processo virtuoso dal basso, che ha coinvolto istituzioni, enti, associazioni, negozi, scuole e cittadini della città di Varese in una raccolta diffusa che ha consentito ad ogni oggetto consegnato di diventare parte di un percorso di responsabilità e creatività.

Foto di Riccardo Banfi.

Telefoni, tablet, asciugacapelli, cuffie, prese, mouse, joystick, telecomandi, bigodini riscaldabili, piastre per capelli, frullatori, profumatori per ambiente, lampade sono solo alcuni degli scarti raccolti per il progetto Terra Rara del consorzio Ecolight, con la curatela di Karakorum, in collaborazione con il Comune di Varese, Impresa Sangalli e Fondazione Molina Onlus. Un’iniziativa che ha unito arte, sostenibilità e cittadinanza attiva per sensibilizzare sul corretto smaltimento dei piccoli RAEE – rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche e che ha portato alla realizzazione di una installazione temporanea che è stata esposta al pubblico dal 12 dicembre 2025 all’11 gennaio 2026 negli spazi al piano terra di Palazzo Estense, e che il 13 gennaio è stata smontata e smaltita responsabilmente, attivando un’ulteriore operazione di sostenibilità e sensibilizzando su modelli di produzione che permettano di allungare il ciclo di vita delle materie prime – in contrasto con il modello economico lineare fondato sullo schema estrarre-produrre-utilizzare-gettare.

Lavorare ad un’opera che porta in sé la propria dissoluzione è diventato un modo per costruire un atto di presenza, trasformando il rifiuto in un segno etico ed estetico e invitando a ripensare il nostro rapporto con i prodotti tecnologici.

La scultura in sé è stato un tassello di un processo di consapevolezza condiviso, utile a sensibilizzare su un modello economico rigenerativo, basato su estrazione contenuta, produzione di beni durevoli, utilizzo duraturo con riuso e riciclo dei prodotti, e valorizzazione degli scarti in un nuovo ciclo produttivo basato su materie prime seconde.

Come ricorda anche Stefano Beghi, curatore del progetto, “non è l’opera in sé ad essere centrale, ma il processo creativo e collettivo. L’installazione è stata smontata, ma ciò che resterà sarà l’esperienza condivisa e la documentazione di un sistema che ha lavorato insieme per affrontare un problema”.

Periodo: maggio 2025 – gennaio 2026 / Materiali: RAEE – ferro per la struttura / Misure ambientali: 2x2x3,5 mt.

Credits
Terra Rara è un progetto promosso da Ecolight – consorzio nazionale per la gestione dei RAEE, pile e accumulatori esausti – in collaborazione con il Comune di Varese, l’Impresa Sangalli e la Fondazione Molina, con la curatela di Karakorum impresa sociale.

Un grazie speciale a Stefano Beghi, Maddalena Vanolo, la super assistente Laura Malnati, tutto lo staff di Yak Karakorum Teatro, a Riccardo Banfi e Filippo Corbetta per le foto e le riprese.